Chitarrista, compositore, lezioni chitarra elettrica

Come è noto le tonalità sono 15 e girano in senso ascendente per quinte a salire (#) e in senso discendente (b).
Esempio, se la nostra tonalità di partenza è per l’appunto quella di C maggiore, (ovvero quella in assenza di alterazioni) grazie al primo # io farò il primo salto di quinta ascensionale. Indi C-d-e-f-G. Come puoi ben vedere la quinta rispetto al C è
T 2 3 4 5
proprio un G. Questo ti farà comprendere, (come dal grafico sopra, che le tonalità salgono costantemente per 5° ascensionali)
G-D-A-E-B-F#-C#
Le tonalità in ogni caso riescono a salire per 5° per il semplice motivo che noi decidiamo di alterare (nella scala di C major) un determinato grado)
Esempio:
Il primo salto in G lo determino se altero il F in # per cui noterò suonando la scala di C maggiore con F# diventerà essa una scala di G major.
Seguendo una costante a binario di quinte anche in questo caso per le alterazioni di quinta (F-C-G-D-A-E-B-) riuscirò a ottenere le tonalità che ho menzionato prima.
Ovviamente per esempio se voglio ottenere per esempio una scala di A major dovrò costantemente mantenere alterate le note F# C# G#.
Ecco lo schema quindi delle major tonalità:
CM7 D-7 E-7 FM7 G7 A-7 B-7 5b No alt

GM7 A-7 B-7 CM7 D7 E-7 F#-7 5b F# (1)
DM7 E-7 F#-7 GM7 A7 B-7 C#-7 5b F#C# (2)
AM7 B-7 C#-7 DM7 E7 F#-7 G#-7 5b F#C#G# (3)
EM7 F#-7 G#-7 AM7 B7 C#-7 D#-7 5b F#C#G#D# (4)
BM7 C#-7 D#-7 EM7 F#7 G#-7 A#-7 5b F#C#G#D#A# (5)
F#M7 G#-7 A#-7 BM7 C#7 D#-7 E#-7 5b F#C#G#D#A#E# (6)
C#M7 D#-7 E#-7 F#M7 G#7 A#-7 B#-7 5b F#C#G#D#A#E#B# (7)

Lo stesso meccanismo varrà per le tonalità a scendere:
C-b-a-g-F Come puoi ben vedere una quinta a scendere mi porterà alla prima tonalità di F major.
Ovviamente questo è dato da un inverso progredire delle alterazioni, invece di essere F.G.C.D.A.E.B. diverranno B.E.A.D.G.C.F.
Ovviamente come è intuibile inverteremo il circolo delle quinte.
Per cui nella scala di Cmajor se altererò il B come nota rendendolo bemolle otterrò una scala di Fa maggiore e non più ovviamente di DO.
Ecco la sequenza armonica con le relative enarmonie del caso.
L’omofonia di determinati suoni si traduce in questa dicitura enarmonica del caso:
C#-Db D#-Eb F#-Gb G#-Ab A#-Bb

Le progressioni in bemolle diverranno le seguenti:
FM7 G-7 A-7 BbM7 C7 D-7 E-7 5b Bb (1)
BbM7 C-7 D-7 EbM7 F7 G-7 A-7 5b Bb Eb (2)
EbM7 F-7 G-7 AbM7 Bb7 C-7 D-7 5b Bb Eb Ab (3)
AbM7 Bb-7 C-7 DbM7 Eb7 F-7 G-7 5b Bb Eb Ab Db (4)
DbM7 Eb-7 F-7 GbM7 Ab7 Bb-7 C-7 5b Bb EB Ab Db Gb (5)
GbM7 Ab-7 Bb-7 CbM7 Db7 Eb-7 F-7 5b Bb Eb Ab Db Gb Cb (6)
CbM7 Db-7 Eb-7 FbM7 Gb7 Ab-7 Bb-7 5b Bb Eb Ab Db Gb Cb Fb (7)


Prima di partire per i miei giri estivi ho voluto salutare i miei tanti amici sparsi un po su tutto il territorio nazionale a modo mio. Suono secco, qualche esempio che sia di richiamo ad esercizi per i miei compagni di merende e una giusta quantità di gas prima di partire per la terra del sole.
Debbo dire che sono un po stanco ultimamente, questo anno è stato per molti aspetti davvero pesante, non trovate?
Il 31 di luglio mi padre è scomparso così…insomma…fra 6 giorni è passato solo un anno, mi sembra così poco eppure un anno passa davvero tanto in fretta.
Se non fosse per i miei davvero fraterni amici che mi hanno sostenuto in un momento così difficile, non so come avrei reagito davanti a un tale dramma familiare. Ma siamo qui…più grintosi di prima, più speranzosi di prima, più convinti di poter cambiare le cose e di poter fare del bene.
A Settembre ci aggiorneremo con molte novità davvero importanti…allora si che non avremo più tempo purtroppo di scrivere due post al mese, PORCACCIA LA VACCACCIA!

Non sto usando con ironia questo concetto, lo sto usando con assoluta convinzione commerciale.
E poi porca paletta (oggi vi giuro sono incazzato nero quindi esorciccioo con frasi da pirla); è vero o non è vero che Jimi Hendrix rappresenta senza alcun dubbio la svolta della musica dal 1966? Quindi Dodi Battaglia e Ghigo Renzulli a parte, Jimi con il brano di The wind cries mary, ha contribuito ad una ennesima svolta di stile dando in COMODATO D’USO (ERGO NON GRATUITO VERSO IL MONDO), una rara perla esecutiva.
Direi che anche in questo momento di “solo”, possiamo notare un sacco di cose che al giorno d’oggi tutti noi portiamo nelle nostre composizioni e approcci carnali con il proprio strumento.
Questa riflessione in video è come sempre per i miei allievi, amici, parenti, furetti…ah…e per il mio medico che ha la responsabilità di tenermi sano ancora un po ;-)
Buon lavoro a tutti.

Le mie personali riflessioni

“”La consonanza più perfetta dopo l’unisono, è il suono che nella serie degli armonici si presenta per primo, quindi spesso anche il più sensibile:
stiamo parlando dell’ottava ovviamente!
Poi viene la quinta, infine la terza maggiore, invece la terza minore e la sesta maggiore e minore da un lato non sono rapporti del suono fondamentale, dall’altro non si incontrano nella serie ascendente degli armonici.
Questo spiega loro, perchè un tempo potessero o meno, essere definite consonanze.
La quarta, invece viene definita consonanza imperfetta, è un rapporto della fondamentale ma in direzione opposta.
Nota bene che la 4 potrebbe essere considerata a questo punto come l’intervallo armonico di 3- 6+ 6-, ovvero una consonanza imperfetta.
Dissonanza invece è dettata da il rapporto fondamentale e seconda minore, la seconda maggiore, la settima maggiore e minore, la nona e così via…”

Di questo semplice concetto cosa si evidenzia?
Niente è vero, se non conosci la persona di cui ti sto parlando.
Niente è vero, se la cosa che conta di più per te, è l’approccio basato su quello che senti d’istinto e non dopo una acuta analisi didattico armonica che evidenzi come il contrappunto musicale possa portarti a creare quello che pensi da tempo.
Per l’amore del cielo io per primo non ho avuto l’opportunità di poter conoscere un grande compositore/teorico della dimensione di Arnold Schonberg, e anche se l’avessi ma incontrato cosa avrei mai potuto chiedere se non al limite soffermarmi ad ascoltarlo e leggere i suoi trattati?

Ora voglio scrivervi una cosa…voglio che la leggiate e che ne capiate davvero l’importanza e la riflessione che dopo personalmente da parte mia ne segue.

Colui che insegna composizione musicale è definito insegnante di teoria; chi poi ha scritto un trattato di armonia è definito addirittura teorico.
Eppure a un falegname, che anch’egli deve insegnare il mestiere al suo apprendista,non verrà mai in mente di spacciarsi come insegnate di teoria!
Semmai egli si definisce mastro falegname, che è però più designazione di condizione che titolo!
In ogni caso non si ritiene per nulla come un dotto, anche se alla fin fine conosce molto bene il suo mestiere.
Se esiste una differenza, essa può consistere nel fatto che il lavoro del musicista sarà solo più teorico rispetto a quello del falegname: il che non è poi così ovvio!
Il fatto che il falegname sappia come si uniscano solidamente tra di loro i diversi pezzi di legno si basa sulla osservazione acuta e sulla esperienza, così come avviene quando il “teorico” musicale sa collegare fra di loro con efficacia gli accordi.
Dunque, l’insegnamento del falegname si basa, come quello dell’insegnante di teoria, sull’osservazione, sull’esperienza, sulla riflessione il gusto, sulla conoscenza delle leggi naturali e delle proprietà del materiale.
MA ALLORA ESISTE PROPRIO UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE?
Perchè dunque un mastro falegname non si chiama teorico, o un teorico della musica mastro musico?
La differenza: il falegname non dovrebbe mai intendere il suo mestiere da un punto di vista esclusivamente teorico , mentre il teorico in genere non ha nessuna capacità pratica….insomma NON E’ UN MASTRO.

Desidero fermarmi qui per ora.
Penso che questa riflessione di Mr Schonberg possa lasciare spazio già a molte riflessioni personali per ognuno di noi, ma la mia personale vorrei condividerla con voi tutti.
Ho avuto nel corso della mia vita diversi tipi di insegnanti, e debbo dire che anche troppi hanno avuto atteggiamenti molto “teorici”.
Amavano rivestire un ruolo che per certi aspetti ho rischiato e forse come il mio maestro Gigi Cifarelli troppo spesso mi rimprovera di avere.
Sia, come lui stesso sa, che ogni mia mossa è dettata dal buon cuore e dall’onestà intellettuale di fare le cose nel migliore dei modi…ma mi rendo sempre più conto che la musica deve essere condotta come un mastro e non come un maestro.
Un cultore dell’espressione, non che si atteggia nell’esercitare 3 nozioni più o meno complesse che si è appreso in un corso di armonia o contrappunto musicale, ma dipingere una parete intera nella comunicazione più convincente possibile senza pensare alla sintassi usata.
Mastro Gigi ecco cosa sto capendo, so benissimo che lui non accetta determinate mie riflessioni perchè nemmeno le considera….ma forse abbiamo età diverse e io per certi aspetti sono ancora fragile.
Schonberg diceva che era sempre disposto a mettersi in discussione e poter essere smentito dai suoi allievi.
Penso che questo sia alla base dell’onesta intellttiva del nostro mondo.
Ritrattare anche argomenti dei quali si era sicuri….CAPITE COSA HO SCRITTO?
RITRATTARE!
GIOCARE PARTE DEL PROPRIO LAVORO! si certo, perchè quello che conta è essere onesti ed andare oltre…
ecco il mio Mastro Cifarelli lo fa e me lo sta insegnando…non so quanti pseudo Jazzisti in italia lo facciano.
E pensare che lo criticano alcuni perchè a volte fa battute in napoletano…
Si vergognino e leggano trattati e manuali di armonia.


Ho sempre cercato di mantenere un low profile nella mia vita…
Come tutte le persone un po timide, fin da piccolo ho sempre cercato di esprimere quello che provavo attraverso la chitarra, ma non sempre ci riuscivo come sognavo.
Allora erano più le volte che alzavo a manetta lo stereo di casa, con i brani di Jimi e tentavo di emularlo tenendo il ferro in mano…ma nemmeno quello mi riusciva bene.
Quando mi chiedono come fai a usare così i legati…
Bè la risposta a domande di quel tipo è:
ho pianto ore ed ore per “quella roba li” e cosa vuoi che ti dica, è solo questione di esercizio, click..hammer…pazienza…sudore e non avere troppe donne con le quali uscire…altrimenti!!!! ;-)
Lavora e datti da fare, io sono alla mia svolta, non ho voluto fare certe cose.
Tu scegli cosa vuoi essere, cerchiamo di cambiare un po il mondo dei chitarristi.
Base Brano Scofield


Semplice dritta dove vediamo una serie di indicazioni su come svolgere un esercizio visto con un po di persone sulla base di tali distanze:
T-T
indice-medio(T) mignolo(T)
T-ST
indice-medio(T) anulare(ST)
ST-T
indice-medio (ST) mignolo (T)

Spero di essere stato piuttosto chiaro nella sintesi degli spostamenti qui, come nel video.
Buon lavoro!


Ciao,
semplicissima dimostrazione di come gestisco nel mio stile la mano destra e il plettro.
Dita, plettro e alternanza.
Buona visione

Super Bert contro di me?


Debbo dire che questo nuova rappresentazione è davvero notevole!
Un abbraccio affettuoso a Gabriele!


C’è molto poco da dire, questo potrebbe essere la sequenza ed il concetto da seguire:
C-E D-F E-G F-A G-B A-C B-D
Ne deduci chiaramente quindi che per salti di terza, si intende un avanzamento lineare lungo la scala (qualsiasi essa sia), intervallando il percorso da tonica a mediante, sopra tonica a sottodominante, mediante a dominante e così via!
Il brano che inizialmente nel video suono è come sempre una improvvisazione nella quale cerco di esprimere parzialmente questo tipo di concetto.
Intendo parzialmente perchè non applico questo “moto” in modo costante in tutto il brano. Debbo dire che in questo caso il mood dell’esecuzione mi è piaciuta molto
Buono studio a tutti
Marco

Mi viene male solo il pensiero sinceramente…
Inizia quello che sempre cerchiamo e poi quando giunge ci lamentiamo, mi riferisco al caldo!
Dove vivo io c’è acqua e sole, ma non brezza di mare, quella è salata e fresca…la mia è palustre per certi aspetti e zanzarosa sera!!!
Ok fine del mio divagare lamentoso!!!
La cosa che affrontiamo qui semplicemente è l’introduzione al grande pezzo di Jimi.
Riporto questo per una persona in particolare, un mio caro ragazzo e con piacere cerco sempre più di avvicinarmi con estrema umiltà e mio modo, a quello che era il mondo di Jimi e Stevie.
La cosa che posso dire mi piace è il mio suono frutto del mio insostituibile amico fraterno liutaio Paolo Dal Broi e di questo light crunch dinamico della mia spalla dx Marco Brunetti sempre con me.
Solo una dolce riflessione su quello che penso e come mi sento nei confronti di questa opera colossale che mi ha aperto la strada verso una nuova vita.

 

About Marco Buracchi

Sono un chitarrista e compositore. Sono nato a Busto Arsizio il 28 febbraio 1977 ed ho iniziato a suonare la chitarra elettrica sin da piccolo. Negli anni ho avuto insegnanti del calibro di chitarristi come Luciano Zadro, Paolo dal Broi, Chicco Gussoni e Cesareo che mi hanno trasferito tutta la loro competenza ed esperienza, ma soprattutto l´amore per questo meraviglioso strumento. Una grande occasione di crescita come chitarrista, è stata l´opportunità di frequentare un corso di 12 mesi al Musicians Istitute (G.I.T.) di Los Angeles con chitarristi dello spessore di Scott Henderson e Joe Diorio. Attualmente lavoro come sessione-man, arrangiatore e compositore in particolar modo nel settore pubblicitario. Una particolare attenzione va alla mia attività di insegnamento, per la quale ho una vera passione, che svolgo presso il mio studio.