Lezioni Chitarra Elettrica: Patterns scale modali


Prendiamo solo in esame per ora i pattern delle scale modali.
Vedremo i 7 pattern a diteggiatura estesa, partendo dalla scala lidia di fino alla frigia.
Il mio consiglio come sempre è di iniziare a studiare lentamente con il metronomo, tutti i pattern con divisioni 1/4, 1/8, 1/16, 3/4, 6/8 ecc. ecc.
Cerca di memorizzare il disegno delle diteggiature e memorizza almeno inizialmente le posizioni nelle principali tonalità usate maggiormente!!!
Buon Lavoro!

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Un video ti mostra la strada, ma gli errori di impostazione da soli non si vedono. Faccio lezioni di chitarra nel mio studio a Mantova e online, con un percorso costruito su di te.

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25 Commenti

  1. complimenti marco ti ho conosciuto sul web e sei molto brauo . Vorrei mettermi in contatto con te per studiare e consigli c.me potrei fare ? Grazie mi farebbe piacere una tua risposta .

  2. Ciao Marco mi chiamo Max e seguo le tue lezioni da qualche mese e ti volevo chieder una cosa qual e’ la differenza la le modali estese(lezione di fine settembre)e le modali non estese dell’ ultima lezione..??io le prime le ho imparate e girano tutte sulle note della tonale presa come esempio mentre le nuove modali perche’ no..?qual’e’ se c’e’ il nesso ??
    P.S. forse sono invornito,nel qual caso scusami e complimenti per tutto !!alla prossima…

  3. Max, le non estese se noti bene partono dalla tonica, passano dalla prima ottava e terminano sulla seconda ottava.
    Possiamo dire per cui che quelle non estese partono e finiscono due ottave dopo la nota di partenza.
    esempio (do ionico, c-d-e-f-g-a-b-c-(prima ottava)d-e-f-g-a-b-c(seconda ottava)
    Nelle stese se ci fai caso partiamo dalla tonica ma finiamo molto piu in la (esempio con la 3° ovvero il (e=mi).
    Le estese ci servono per poter legare e intrecciare tutti i modi, nel mio stile le utilizzo spesso per via dei legati (3 note per corda, o sweep picking)
    Sper di essere stato chiaro!

  4. ….si’ dai…comunque sto cercando di concentrarmi al suono dei vari gradi rispetto alla tonale mi sembra importante….no ??ciao grazie..

  5. avevo i tuoi stessi dubbi max, studiando bene li ho risolti e ho compreso il significato e il valore dei modi delle scale!

  6. finalmente mi sono deciso a studiare con più metodo. Da diversi anni uso una mia personale concezione dei pattern basati su solo tre tipi di accordi maggiori, da cui ricavo le minori e le blues, oltre alle pentatoniche.
    Ma misono accorto ben presto di questo limite. VOrrei capirci qualcosa in più sui pattern basati sui modi. Ma ancora mi è oscura la faccenda dei pattern normali ed estesi. Capisco il concetto di esteso nel senso di andare du note sopra l’ottava, ma non capisco la ditteggiature. Potresti fare uno schema di tablatura indicando le dita precise?
    grazie

  7. Salvatore…tieni….penso che tu intenda queste…
    non credo che Marco legga tutte ste cose giustamente!
    modali

  8. Ciao Paolo,
    grazie è proprio quello che desideravo, ma potresti inviarmi, anche privatamente un file più leggibile? per l’immagine alleata al post se l’allargo si grana molto e non riesco a leggere.
    salvatore
    (schirone@gmail.com)

  9. ciao salvatore…
    ..scusa se mi intrometto….
    sai che bell’esercizio “ricostruire” gli schemi?
    L’ho fatto per triadi e tetradi “dentro” ogni diteggiatura e aiuta molto sia nella memorizzazione delle posizioni che nella memorizzazione della tastiera…. poi, vabbè, è pure questione di metodo….

    buona musica a tutti…

    giuseppe

  10. ciao Giuseppe,
    non mi è molto chiaro quello che intendi per ricostruire gli schemi.
    Proprio perché è una questione di metodo, non vorrei dover reimparare pattern diversi dai quelli che uso in modo sbagliato.

    Faccio un esempio. Se sto suonando sun un pezzo in Do, io ho im mente tre pattern della scala di do (modo ionico) che poi si ripetono per tutta la tastiera. Non ho mai sentito il bisogno di usare, ad esempio un pattern per la scala dorica, da usare su Re- dato che mi bastava usare sempre qualla di Do, partendo da re e enfantizzando le note del re-

    Questo metodo è giusto? Mi sembra di no, a vedere i pattern sulle scale modali…

  11. ciao salvatore…
    ..molto banalmente intendevo: prendere carta e penna (io lo feci al pc) e con la chitarra in mano ridisegnare gli schemi che ti risultano poco leggibili: senti il suono, memorizzi gli intervalli e le note. Ci vuole pazienza e tempo, lo so 🙁
    Riguardo ciò che aggiungi io non so che pattern usi, posso dirti che ho cominciato studiando – tre note per corda e su un settore di 4 o 5 della tasiera la scala maggiore partendo da ogni suo singolo grado sito sulla sesta corda.
    Si sviluppano dei pattern che credo vengano definiti “in posizione” molto simili a quelli che ti hanno postato e che differiscono da quelli, nello sviluppo delle note più alte che, prese in questo modo ti consentono più profondità e maggiore prontezza nel passaggio alla diteggiatura successiva.

    I tuoi, del resto, se suonano, non credo siano sbagliati ma al più, da inserire nello sviluppo completo.

    spero di averti risposto.

    ciao

  12. Grazie,
    alla fine mi confermi che non servono i pattern sulle modali, basta conoscere le scale maggioni e minori su dei pattern anche personali. Giusto?
    I miei pattern sono memorizzati in base agli accordi nella varie posizioni, in modo che possa visualizzare mentalmente le note di tonica caratteristia e dominante. Io lavoro così. Quindi mi consigli di andare avanti in questo modo?

    Il mio problema e quando mi trovo in un passaggio di accordi. Devo continuare a vedere il pattern della tonalità di partenza ho devo cambiare visione. Per esempio se da Do maggiore mi porto su RE Minore … o su sol7 (posso pensare alla scala blues di Sol) ecc..

  13. ciao salvatore….
    …ai fini della memorizzazione credo ciascuno debba seuire la strada che gli isulta più comoda.
    I pattern, per quanto “personali”, alla fine sulla tastiera quelli sono. no?
    Il problema, dal mio punto di vista, è variare il fraseggio riuscendo a mescolare arpeggi e frammenti di scala in maniera poco scontata.
    Il vero salto (e questo ricordo di averlo sentito ripetere diverse volte a Marco) è arrivare al punto di suonre con naturalezza senza porsi la “questione” del pattern e dell’accordo che sta sotto.
    Io, provo ad ascoltare, prima su un acoordo, poi su due la “resa” degli arpeggi cercando di legarli e cercando di fissare bene in testa il suono.
    Un lavoro che vorrei intraprendere è quello di memorizzare le note guida di ogni accordo (terza e settima) al fine cercare di favorire il fraseggio nel passaggio da un accordo all’altro.
    Non mi sono lanciato in quanto non ho trovato un metodo pratico sintetico al tempo stesso.
    Comincio e mi si apre un mare immenso… 🙁

    Mi fa piacere leggerti, mi piace domandare e rispondere e mi piacerebbe, sopratutto, se ci fossero più spunti di discussione in merito a quel che dice o fa Marco.
    Non vorrei però far la figura di quello che arriva e pretende di poter rispondere a tutto.

    buona chitarra a tutti…..

  14. io penso che in musica non bisogna farsi tante domande, basta avere le basi teoriche e suonare come uno si sente,perchè ognuno di noi è unico è come cucinare ;
    con gli stessi ingredienti si possono fare cose diverse
    ps..
    non mi mandate a quel paese
    un salutone a tutti
    ciao marco

  15. Ciao Giuseppe, grazie per le tue risposte, perché mi sento molto in linea con le tue idee. Non so se sei Fico … ma è molto stimolante parle con te. Mi piacerebbe conoscere il Parere di Marco, ma vedo che interviene poco nei commenti… del resto come potrebbe, già è moltissimo quello che fa nel condividere gratuitamente la sua grande esperienza.

    Ed è proprio questo il punto. Quando si studia l’espienza di chi ha molta più strada, ci puà aiutare almeno a fare un percorso in modo più agevolo e veloce, senza dover passare per gli stessi errori, altrimenti non ci sarebbe evoluzione nella musica e nella tecnica.

    Quindi quando ci scambiamo le espienze o cechiamo in quelli che sono più bravi dei consigli, in realtà lo facciamo perché vogliamo “correrre” … siamo nani sulle spalle di giganti… e il nano, non per merito suo, vede più in alto del gigante …

    Circa il tuo spunto di memorizzare gli intevalli negli accordi, terza e settima … la cosa mi stimola molto, Potresti fare qualche esempio concreto, di quello che stai sperimentando?

  16. ciao marco…..sono un po di giorni che ti seguo e cerco di capire(visto che prima non sapevo nemmeno cosa fosse una scala modale)queste benedette scale…..ed essendo un tipo che ama studiare la chitarra ed anche suonarla ho scaricato un file pdf in cui c’e tutta la teoria sull’armonia…..ora mi trovo in punto cieco infatti le scale modali non estese che ho studiato qui sul blog sono identiche a quelle del libro in pdf ma quelle estese hanno diversa forma es.:

    lidia(secondo la tua diteggiatura):

    1-3-5 corda mi basso
    2-3-5
    2-3-5
    2-4-5
    3-5-6
    3-5-7 corda mi cantino

    lidia (secondo la diteggiatura del libro):
    1-3-5 mi basso
    2-3-5
    2-3-5
    2-4
    1-3-5
    1-3-5 mi basso

    intesa come lidia estesa di do quindi in fa

    ti prego aiutami perchè sono due giorni che non capisco piu niente……..grazie

  17. secondo me, quando si parla di pattern esteso, non si deve pensare solo al fatto che la scala si estende a tre note sopra la principale, ma che seguendo, come fa marco tre note per corda, ci si sposta in avanti sul manico. Ecco la differenza tra i due pattern da te indicati.

    Dono validi tutte e due e dipende da cosa ci devi suonare. Se vuoi imparare la pennata alternata (cosa che sto facendo in questi giorni) allora il pattern di Marco è la soluzione più ragionevole.

  18. si grazie…..la pennata non m’interessa ormai ci sono da un pò su quella e anche su quella sweep.purtroppo mi sono concentrato troppo sulle pentatoniche maj e min negli ultimi mesi….studiando su vari libri….tipo “blues you can use” o “aebersold”sono ottimi per quanto riguarda lo studio dell’improvvisazione ma soprattutto il primo forma maggiormente sulle pentatoniche……dopodichè ho scoperto questo blog……ed insieme ad esso cosa sono i modi delle scale….che prima d’ora non pensavo esistessero visto che non le conoscevo……vabbè cmq ho deciso che è meglio la diteggiatura di marco visto che si lega in maniera più semplice alle altre scale…..grazie cmq….bella!

  19. ciao mi chiamo marco amo la musica metal e la chitarra elettrica…..non ne ho mai suonato una classica e ho un’elettrica……suono il clarinetto e so già molte cose sulla musica….ma poco sulla chitarra
    ho una chitarra elettrica a mia disposizione posso iniziare con questa o devo usare un classica???
    sei un grande marco
    di dove sei???

  20. Ciao marco,complimenti! hai un bello stile e suoni molto bene!stavo guardando il video e nn capisco bene una cosa: per usare un modo di qualsiasi genere l’unico metodo è usare i pattern? perche questi modo mi stanno confondendo troppissimo! io ero convinto che bastasse riportare anche alcune note di una scala per fare un modo…cmq graie per il video!è molto utile!

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